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Blog Italiani presi come esempio da uno studio sulla Splogosfera

Blog Ping Pattern in Italia

Characterising the Splogosphere è il titolo di uno studio pubblicato da ricercatori della Università del Maryland.

Secondo lo studio presentato nel sito della UMBC ebiquity research group, il numero di Splogs è pari al 56% dei blog anglofoni attualmente online e funzionanti.

Lo studio analizza una serie di parametri utili a caratterizzare e definire lo splog come la frequenza e distribuzione delle parole, la struttura dei link entranti ed uscenti, ed infine la distrubuzione dei ping effettuati.

A riferimento viene presentato il profilo dei ping di blog italiani che dall’immagine si può vedere essere molto regolare, sintomo di una attività manuale e ritenuta naturale dagli autori dello studio. Tanto per cambiare siamo noi a dare il buon esempio.

Il vero problema degli splogs è che produrre blog monnezza conviene a chi li crea ed ai grandi della pubblicità online. Ricorda molto ciò che succedeva da noi (e succede tutto’ora) con i siti micky mouse dove l’unica cosa che si trova è pubblicità di vario genere dove la gente entra e clicca senza sapere cosa sta realmente facendo.

Sarebbe da intervenire alla radice ed implementare un più severo controllo qualità dei siti a cui si concede il diritto di utilizzare lo strumento promozionale. Ho detto diritto a cui dovrebbe corrispondere il dovere di non fare spamming.

Se venisse impedito ai siti di utilizzare questi strumenti non avrebbero ragione di esistere e quindi non ci sarebbero … se non si producessero le armi forse non si farebbero le guerre … qualcuno ricorda il film di Alberto Sordi Finché c’è Guerra c’è Speranza ?