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Forse non lo sai ma sei un prodotto in fase β

La vita si accende e si consuma come questa candela

La nostra vita è perennemente in fase β. Noi non ci vogliamo pensare, così come non vogliamo pensare che prima o poi (ed auguro a tutti più poi che prima …) moriremo.

La riflessione (forse anche banale) deriva dalla lettura di un posto molto profondo di Steve Rubel di cui sono un fedele lettore. Era da tempo che aspettavo un post ispiratore come questo di qualche giorno addietro in cui ha sviluppato il ragionamento secondo cui la nostra vita è una fase della vita β e solo alla fine dei nostri giorni siamo pronti per uscire da questa fase – peccato che tutto quello che accumuliamo in anni ed anni di errori non riusciamo a trasmetterlo alle generazioni del futuro.

Il ragionamento è molto semplice.

Passiamo la nostra infanzia in α cercando di capire come funzionano le cose che ci circondano. Come tutti i prodotti in α siamo pieni di bachi e non funzioniamo molto bene. Bisogna investire molto per avere un “prodotto” valido .

Andando nell’adolescenza si entra nella fase β che ci accompagna per il resto dei nostri giorni. Perché siamo perennemente in β ? Perché commettiamo errori in continuazione.

Ero al telefono con un nuovo Cliente oggi pomeriggio e grazie al buon Raimondo abbiamo evitato un problema non di poco conto. Anche i più esperti commettono errori, se non si commettono errori non si ha l’opportunità di riflettere sul proprio operato e di crescere sia come persone che come professionisti.

Come persone tutti concepiamo la fallibilità dell’individuo e siamo (quasi sempre – spesso) disposti a perdonare amici (forse meno i parenti) per gli errori che commettono.

Ma non siamo disposti a perdonare i nostri business partner. Loro devono essere infallibili.

L’ADSL deve essere su H24 per 365 gg l’anno e darci disponibilità di banda massima altrimenti siamo pronti a criticare e parlarne male. Il server web non deve andare giù, il posizionamento nei motori di ricerca deve essere stabile e di prim’ordine sempre comunque e da ovunque. Non si ammette errore, tutto deve essere perfetto quando si tratta degli altri

Forse siamo spinti a pensarla così per via delle grandi che si sono chiuse dietro dei firewall umani chiamati call center, oltre i quali è impossibile andare. Non un responsabile, non una persona, non un contatto che possa dare una spiegazione più o meno logica o razionale di quello che sta accadendo quando siamo in difficoltà.

Riprendo il mio cavallo di battaglia: Telecom.

Quando loro sbagliano ad emettere fattura, tu devi chiamare, tu devi spiegare cos’è successo, tu devi scrivere i fax e tu spiegare perché la fatturazione (sempre in eccesso) è errata, tu non puoi parlare con un responsabile.

Gran bella cosa fare lo sponsor alla barca italiana nelle regate (si chiama mascalzone latino ?) per milioni di €uro quando le cabine trasmissione dati per strada versano in pessime condizioni.

Forse se ne potrebbe parlare con un blog, con strumenti che aprono le aziende e le personalizzano, mostrando un volto umano per catalizzare un vero rinnovamento. Forse non si fa proprio per evitare il cambiamento – tu che dici ?

Buon fine settimana.

2 Replies

  1. Caro Sante,
    stavolta non mi trovi molto d’accordo con la prima parte del tuo post.
    Cerco di spiegare il perchè.

    Contestualizzare il concetto di alpha e beta nell’evoluzione di un essere umano è, purtroppo, banalizzare tutto il processo di crescita.
    Inoltre la fraseologia tipicamente industriale poco si adatta e rischi di generare problemi etici e morali molto più grandi che non un semplice discorso costruttivo di crescita individuale e/o collettiva.
    Lasciamo la terminologia dell’alpha e del beta ai prodotti e riprendiamo quella dell’alhpa e dell’omega, che sicuramente è di più ampie vedute e spiega molto meglio la tendenza a crescere.

    Per quanto riguarda invece la seconda parte del post: è pressochè ovvio che l’alter debba funzionare meglio dell’ego.
    Racchiude le nostre convinzioni e le nostre speranze: tu quando la mattina ti connetti per la prima volta, lo fai per diletto o per business? in entrambi i casi un disservizio del fornitore di connettività è molto seccante.
    Ma se invece non ti connetti, e perdi una comunicazione importante o la leggi in ritardo prendi a testate lo specchio oppure cerchi di dare la colpa al sonno, alla stanchezza alla (perdonami la battutaccia) età che avanza 😛 ?

    Io ti conosco e so che cerchi sempre di mediare e di non cadere in questo errore, ma ricordati che è umano così come dovrebbe essere umano, a questo punto, tutto l'”interfacciamento” verso questi servizi che tanto ci sono cari.
    Poi, ma solo poi, se volgiono dilettarci con una regata… io per primo sono ben contento 😀 😀 😀

  2. Concordo con Raimondo…soprattutto per la seconda parte…