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RE: SEO d’Italia unitevi !

Il Tagliablog è nella cartella “A” dei miei feeds – sono quelli che leggo sempre e comunque – un Blog verso il quale sono debitore perché molto tempo addietro ho promesso un post che però non ho mai scritto ma lo farò (sempre che il Taglia voglia ancora un mio contributo s’intende!).

Intanto faccio delle considerazioni a proposito del post del Dott. Giancarlo Barbarisi SEO d’Italia unitevi ! un contenitore interessante che sviluppa due temi centrali nelle attività del professionista/imprenditore:

  1. Le dimensioni delle aziende in Italia
  2. La capacità del web di “azzerare”, o quanto meno ridurre sensibilmente, le differenze tra le grandi aziende e le piccole realtà produttive

Le Dimensioni
Se è vero che la micro impresa soffre di nanismo e di protagonismo del professionista/imprendoitore, è altrettanto vero che le imprese più grandi si spersonalizzano ed hanno costi molto maggiori. L’ho visto tante volte e lo vedrò ancora. Il piccolo ha una flessibilità e capacità reattiva che già una realtà produttiva di 50 unità non ha.

Penso che una aggregazione di professionalità polivalenti possa essere un punto di forza non indifferente ma:

  1. Non basta essere SEO o web marketers ma bisogna avere una visione d’assieme molto simile, in particolare nei confronti dei clienti e nei rapporti interpersonali: trovo che una delle più grandi difficoltà sta proprio nel creare una continuità di esperienza tra me e terze parti – troppo spesso fallisce rischiando di farmi perdere il Cliente, motivo per cui preferisco non “allargami”
  2. Bisogna superare il limite dello steccato mentale che molti hanno sul concetto di Cliente – è mio è tuo … non ha importanza è nostro e tutti devono fare la loro parte in prima persona: sento spesso dire il Cliente è tuo te lo devi gestire tu – è sbagliato questo approccio. Il Cliente è mio fin tanto che ci devo trattare per le cose che sono di mia competenza. In settori così evoluti come il nostro non è pensabile delegare a terzi la funzione di reporting e gestione perché non funziona punto e basta.
  3. Il fattore critico di successo è un approccio focalizzato sulla risoluzione dei problemi del Cliente. Vedo poco orientamento al problem solving, e molta propensione allo scarica barile: “questo non mi spetta” oppure “non è competenza mia questa attività” viene detto troppo spesso al Cliente che non ne capisce un accidente e si sente schiacciato da argomentazioni tecniche da supercazzola che lasciano il tempo che trovano e non risolvono il problema.

Mi piacerebbe approfondire questo tema con persone che la pensano come me. Ci vogliamo vedere qui da me

La capacità del web di azzerare le distanze tra le grandi e le piccole aziende

Non credo sia vera questa affermazione. Forse lo era all’inizio del web, quando infoseek.com indicizzava le pagina che venivano registrate in tempo reale e si potevano ottimizzare on the fly semplicemente aumentando la densità delle keywords.

Faccio un esempio: cerca hotels in rome su google.com e mi dici quanti siti di alberghi trovi nelle prime 3 pagine – io ne ho visto uno (ho fatto una ricerca al volo adesso) e ti posso assicurare che è una mosca bianca. Se oggi un hotel volesse essere nella prima pagina di Google per questa query (parlo di risultati organici) il costo sarebbe esorbitante – al di fuori dei budget di moltissime piccole strutture, perché l’investimento richiesto è lo stesso sia per un portale che per un B&B, un 3 stelle. Se poi andiamo a vedere i soldi che si dovrebbero spendere per una campagna di search advertising la situazioni non può che peggiorare, considerando il denaro speso per i click a fronte di un numero spesso esiguo di prenotazioni – prenotazioni che vengono catalizzate da pochi grandi player che hanno appunto grandi disponibilità finanziarie … odo le voci di coloro i quali stanno pensando che il social media sta cambiando tutto – ma il social media non avviene da solo, non succede da un giorno all’altro e per generare un interesse con il social media ci vogliono le persone che lavorano giorno dopo giorno.

Certamente questo problema è reso ancora più scottante per la miopia dei piccoli che non ancora hanno capito quanto lavoro c’è da fare per star dietro ad un sito web.

Resta il fatto che la prima pagina di Google è l’equivalente dello spot televisivo prima del telegiornale di prima serata.

Tu come la pensi ?

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7 Replies

  1. Certo che aspetto il tuo post: quando vuoi, manda (magari fammi un regalo di Natale 😀 ).

  2. Hai notato, SjA, che tumulto è scoppiato nel TagliaBlog a causa di questa proposta?
    in ogni caso, se si farà… sarò lieta di partecipare! 🙂

  3. Valentina

    Grazie Sante x questo bel panorama sul mondo del lavoratore SEO in Italia, l’ho trovato molto interessante! Penso anch’io che rendere il mondo SEO fruibile per clienti, che molto spesso non hanno la piu’ pallida idea di cosa si tratti, sia una delle skill piu’ importanti per un professionista SEO.
    Alla prossima! V

  4. Ciao Carlotta – l’invito a fare qualcosa qui da me sotto le festività potrebbe essere interessante – un incontro “tra noi ” ?? L’idea non è per nulla male (quella del Taglia) e so che potrebbe portare lontano ma ci vogliono le persone giuste.

    Grazie Valentina e alla prox !

  5. Ciao,
    nella sintesi dello studio che ho proposto sul Tagliablog non ho potuto mettere alcuni dati, per questioni di brevità.
    Quello che volevo dire è che le PMI (o micro-imprese) non hanno accesso ai canali di comunicazione tradizionali per via dei costi.
    In comune con le BIG, hanno la difficoltà di misurare i ritorni della pubblicità.

    Supponiamo che un cartellone 6X3 per strada a Roma costi 10.000 euro per un mese (non conosco i costi effettivi) una PMI se lo potrebbe permettere per un paio di mesi, forse quattro e con ritorni incerti.

    Gli stessi 10/20.000 euro potrebbero essere usati su WEB con maggiore efficacia grazie ad Analytics e altri strumenti.

    Per dirla in breve: io sono titolare di una micro impresa e non ho mai fatto investimenti in ADV per i motivi di cui sopra.
    Quest’anno ho iniziato una campagna di comunicazione on line che mi è costata molto, molto meno di 10.000 euro e i cui ritorni sono in fase di “ritorno” (scusate il giro di parole).

    E me la sto giocando alla pari con alcuni competitor del mercato in cui opero. In alcuni casi, li ho anche sopraffatti…
    A presto

  6. Si condivido lo spirito della tua osservazione che trova spesso riscontro nella realtà. Il senso della mia osservazione stemma da un atteggiamento del piccolo che non ancora ha maturato le reali implicazioni di essere nella prima pagina di Google per keywords importanti e di quanto lavoro ha bisogno un sito piccolo: Stiamo dicendo (quasi) la stessa cosa ma da due punti di vista diversi – tu hai messo in risalto l’opportunità che oggi è disponibile per i più e che prima non era ipotizzabile, io la guardando dal lato di chi, operando con i piccoli sa le loro difficoltà a comprendere certi meccanismi e la diffidenza all’investimento di cifre importanti per raggiungere certi obiettivi – è comunque una riflessione stimolante ed importante che dobbiamo fare e portare avanti !