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L’International Search Summit, Maggio 2008

The British Library, sede dell'International Search Summit tenutosi a Londra Maggio, 2008

Tra una cosa e l’altra ti riassumo gli aspetti più interessanti dell’International Search Summit dove mi hanno inviato a partecipare per parlare di blogging multilingua (International Blogging è stato il titolo che mi hanno dato per sviluppare la mia presentazione).

Come puoi intuire dalla foto l’evento si è tenuto al centro di Londra presso la British Library completo di auditorium ed albergo a 50 metri di distanza. Questa edizione dell’evento ha avuto un focus sul posizionamento organico e la ottimizzazione di siti web in un ambito prettamente internazionale: Il Chair dell’evento Andy Atkinks Kruger ed amministratore di Web Certain, una delle più grandi ed affermate web agency multilingua a livello internazionale ha aperto i lavori con una considerazione sui cambiamenti di scenario del web dove l’inglese non è più lingua dominante del web.

Diversi interventi della mattinata hanno coperto argomenti dibattuti molto anche da noi quindi non sto a perdere tempo a vederli in dettaglio: certo che il confronto con persone provenienti da diverse culture e continenti lontani è sempre un bene e di grande valore professionale.

Pista e mena (come dicono in Toscana) molte problematiche sono sempre all’ordine del giorno come ad esempio:

  • la discussione sui TLD (domini e contenuti localizzati)
  • localizzazione di domini in paesi diversi (IP)
  • contenuti duplicati
  • SPAM e SPAMDEXING

Dolci inglesi di Starbucks

Dopo il coffe break c’è stato l’intervento di Barry Lloyd sul tema "Doing Business in Asia" – senza dubbio l’argomento più interessante ed al tempo stesso affascinante su come fanno gli affari in Asia, un mondo che dista anni luce dal nostro modo di fare le cose e a sentire Barry, tendo a preferire quel mondo al nostro.

Le piccole cose fanno le grandi differenze.

Restando in tema motori di ricerca si scopre che:

  • Baidu è N.1 in Cina (beh questa non è una novità per molti del settore)
  • In Giappone e Korea YAHOO! va alla grande con un reach che sfiora il 100%
  • YAHOO! non ha una interfaccia standard per i servizi PPC
  • Gli strumenti occidentali di Web Analytics non funzionano, così come quelli di bid management
  • Il layout delle SERP è molto diverso da quello a cui noi siamo abituati
  • I link sponsorizzati possono cannibalizzare tutta la prima e metà seconda pagina: nella cultura orientale (Cina) il fatto che un brand sia disposto a pagare per farsi vedere è segno di credibilità – si spendono soldi per promuovere la propria immagine
  • Ci vuole molto tempo per attivare delle partnership e delle connessioni affidabili per fare affari – tipicamente 2 anni
  • Quando vai in Oriente e qualcuno ti offre un biglietto da visita, quando lo predi trattalo con molto rispetto – dovresti tendere entrambi le mani a conchiglia e fare un inchino: il biglietto da visita porta il nome del tuo interlocutore ed il nome è sacro
  • Non far "perdere la faccia" ad una persona durante una riunione od evento pubblico, anche se hai ragione. Nessuno ti dirà nulla ma tu non farai affari con loro, sei stato scorretto.

Conosco bene Barry e con lui abbiamo parlato (e bevuto) molto a fine giornata …

Dopo Barry è toccato a Michael Bonfils che dalla California era "di passaggio" in Europa ed ha contribuito a dare delle informazioni sull’oriente dove ha rapporti  e si occupa di multilingual search.

Michael ha offerto dati e statistiche interessanti ed ha stressato il fatto che la usability del web per l’oriente differisce molto.

Una cosa che mi ha colpito è la differenza di approccio nella impostazione dei siti orientali: per loro più il web è appariscente ed "incasinato" e più accessi genera, meglio converte !

Michael ci ha detto che:

  • il 75% della popolazione in Asia è sotto i 30 anni di età ed ha un reddito pro-capite di ben … USD 130,00/mese
  • ci sono circa 170.000 advertisers con mediamente 20 keywords per advertisor
  • il 70% della popolazione Giapponese è online (89 milioni)
  • 2/3 degli utenti di Google Japan utilizzano anche YAHOO! e la blogosfera in Giappone è molto sviluppata
  • L’E-commerce ha maggiori probabilità di riuscita in Giappone, seguito dalla Korea e solo dopo (ma parecchio dopo) la Cina
  • A proposito di Cina Google ha uno share del 24% con BAIDU al 61% e YAHOO! intorno all’11%
  • NAVER (powered by YAHOO!) è primo in Korea dove Google è un perfetto sconosciuto
  • Complessità è sintomo di tecnologicamente avanzato
  • traduzione non equivale alla localizzazione

Ha concluso il suo intervento con un proverbio Cinese:

Don’t be afraid of growing slowly, be afraid only of standing still

Altra presentazione interessante l’ha fatta Eyal Haik di WebCertain che ha analizzato i siti web delle FTSE top 100 per presenze locale (multilingua) ed ottimizzazione. I risultati non è che siano stati eccellenti, anzi dalla tabella che ha presentato emerge un quadro piuttosto deludente di multinazionali che non ancora hanno una gestione ottimale della loro presenza web.

A tal proposito è stata molto interessante la presentazione di Rebecca Berkich della Xerox che ha illustrato quanto è difficile far passare dei concetti che all’apparenza sono banali … ma poi non lo sono tante cose della nostra quotidianità eppure vengono puntualmente disattese !

Mancano le considerazioni sul mio intervento – devo finalizzare la traduzione del documento che ho distribuito e che è disponibile per download qui in inglese.

A presto con la traduzione.

Se ti trovi a Londra e ti piace il Jazz devi fare una puntatina da Ronnie Scott’s.

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