Consulente Web Marketing e Consulenza Motori di Ricerca

Web Marketing & Search Engine Consultant

Le aziende ed il web 2.0 dall’apparire all’essere – Il Web 2.0 per uscire dall’isolamento

Il Web 2.0, inteso come lo sviluppo di interattività e trasparenza della comunicazione, rappresenta la nuova frontiera per le aziende.

Nel post precedente ci siamo lasciati con le domande:

  • Quali sono gli strumenti per uscire dall’isolamento ?
  • Di quale organizzazione necessitano le aziende ?

In effetti l’arena del web 2.0 è piena di iniziative che disorientano i non addetti ai lavori:

  • Aumentiamo la frequenza di pubblicazione di notizie e contenuti nel sito ?
  • Includiamo un FEED nel sito ?
  • Creiamo un Blog?
  • Dobbiamo fare un profilo Facebook?
  • Vogliamo utilizzare Twitter?
  • Cos’è sto Flickr?

Potrei continuare con ancora altri nomi ed acronimi di iniziative alla moda. Diventa difficile capire dove investire il proprio tempo (e denaro) in uno scenario che evolve quotidianamente.

Non esiste una risposta (o soluzione) univoca al problema.

Ogni strumento ha una validità e rispondenza diversa che deriva dal segmento di mercato di riferimento: questa cosa si chiarisce con un esempio.

diggDigg è un famoso portale di notizie la cui visibilità è determinata dal numero di voti degli utenti registrati. Nel 2006 si è fatto un gran rumore su Digg e le sua capacità di poter generare enormi quantità di traffico … ma la qualità ? Quasi sempre di bassissimo livello, migliaia di visite che possono anche mettere in crisi il server, senza lasciare traccia dopo il loro passaggio.

Conviene avere traffico di questo tipo nel sito ? Sicuramente no. La maggior parte delle realtà produttive di nicchia non sanno cosa farsene di questo tipo di promozione.

 

secondlifeSecond Life è un altro esempio di iniziativa che nel corso del 2007 ha visto grandi aziende investire.

Second Life è un mondo virtuale tridimensionale dove grandi aziende come IBM, DELL e la nostra TELECOM hanno investito somme rilevanti per stabilire la propria presenza. Al mondo virtuale di Second Life si accede mediante un software (da scaricare ed installare) accompagnato da una buona connessione ADSL. Ad oggi gli utenti registrati sono appena sotto i 12 milioni di cui circa 1 milione di frequentatori assidui.

SL-Screenshot

Quale possa essere la validità economica da un investimento su Second Life (oltre aspetti di marketing puro in funzione del posizionamento del brand) sfuggono a molti analisti titolati.

Quale ritorno positivo può avere il posizionamento del brand attraverso iniziative di questo tipo quando i Clienti parlano male di te ?

Il branding non può prescindere dagli utenti aggregati in reti sociali (social networks) che lo sostengono

Digg e Second Life mettono in evidenza la necessità di utilizzare strumenti “a misura d’uomo” – in linea con le abitudini e le aspettative della propria (potenziale) Clientela.

Il primo e più sensato passo che una azienda può fare è attivare la propria presenza web, completandola con un blog o per lo meno con una sezione ad elevata frequenza di aggiornamento, ricca di contenuti.

Blog e sito sono sostanzialmente diversi nella struttura e nella impostazione della comunicazione

Con il blog devo cercare il contatto con i miei utenti e Clienti.

Metterò a disposizione informazioni sui prodotti e servizi, cercherò il dialogo per stabilire un rapporto con chi mi legge.

Troppo spesso il bicchiere è visto mezzo vuoto dalle aziende: Problematiche come l’immagine aziendale od il controllo delle informazioni sono talmente ingombranti da mettere a tacere ogni iniziativa in questa direzione … eppure colossi come Microsoft lo hanno fatto e con grande successo, mostrando il volto umano di una azienda multinazionale percepita come “crudele monopolista”.

Se le aziende potessero vedere il bicchiere mezzo pieno si accorgerebbero delle possibilità di poter “ascoltare” ed avere informazioni importantissime che possono essere utilizzate per migliorare i propri prodotti e crearne di nuovi.

Ma tutto questo deve avvenire a piccoli passi, con una strategia adatta alle proprie capacità tecniche ed possibilità economiche, senza esagerare spendendo troppo, ma nemmeno troppo poco …