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Matt Cutts di Google ha parlato di NOFOLLOW, forse era meglio non farlo …

Seguire o non seguiure - ancora considerazioni sul rel="nofollow"

Proprio adesso che si stava diffondendo con una certa accelerazione il movimento del DO FOLLOW, eccoti una intervista del Famoso Rand F. di SEO Moz che lancia il sasso nello stagno: Matt Cutts dice che l’attributo rel = nofollow per limitare l’accesso (e quindi la dispersione) di Page Rank all’interno di un sito è legittimo e Google non ha alcun problema con siti che ne fanno uso per:

atomizzare la gestione del page rank

Nei forum la notizia è stata appresa con qualche cenno di giubilo – della serie daremo sfogo a tutta la nostra creatività per minimizzare lo spreco di PR, mi faccio la domanda: ma ne vale veramente la pena ?

Io non ne sono convinto.

Ognuno di noi ha qualche lato oscuro che vorrebbe tenere nascosto o domare ma sa di non riuscirci – il mio è quello di essere (stato) ingegnere.

La scuola (almeno quella di un volta che ho frequentato io) imprimeva il senso delle cose – l’ordine di grandezza di una fenomeno fisico – lo si calcolava ed in base a dei calcoli molto rudimentali si riusciva a capire quanto fosse importante e quali energie fossero necessarie per gestirla.

Ricordo il corso di elettrotecnica del terzo anno, era professore il Prof. Carlevaro, grande elettrotecnico (scomparso tragicamente in un incidente d’auto alla vigilia del mio esame con lui nella calda estate dell’83).

Per lui parlare di energia elettrica era come raccontare la favola di cappuccetto rosso ai bimbi prima della nanna – chiudeva gli occhi e parlava per ore con una naturalezza e spontanietà che hanno solo i grandi conoscitori di una materia (però era un po sordo per cui non ci sentiva quando lo chiamavamo per chiedere spiegazioni … era un bel casino)

Ricordo che lui è stato il primo prof. all’Università che mi ha dato questo senso dell’ordine di grandezza delle cose ed amava dire:

"Sapete qual’è la differenza tra un matematico ed un ingegnere ? Per un matematico è errore gravissimo affermare che: 1 – 0,001 = 1 ed è errore altrettanto grave per un ingegnere affermare che 1 – 0,001 = 0,999"

ci potrebbe essere troppa attenzione verso il PR interno rispetto ad altri fattori che meritano senza dubbio tutta la nostra attenzione.

Sappiamo – almeno da un punto di vista qualitativo che:

  • Il PR dei link delle pagine interne è di un valore nettamente inferiore a quello esterno – a meno di non mettere in campo centinata di migliaia di pagine con degli schemi fatti ad arte per manipolare i  motori di rcerca
  • Il PR è uno dei fattori che contribuiscono alla valutazione di una pagina web ed ha un peso relativo che ignoriamo
  • Lo sviluppo di un modellino di PR per un sito ha un valore molto approssimato per via dell’influenza di link esterni

Allora spendere risorse (= soldi di un Cliente) per studiare modelli della distribuzione di PR in un sito per migliorare il PR (teorico) di un fattore che a sua volta va ancora ridotto … potrebbe essere una perdita di tempo per i più.

Può avere un senso per siti di grandi siti dinamici dove il fattore templating ha un impatto – negli altri casi se vuoi mettere un nofollow su un link allora togli il link – vuol dire che non serve a nessuno, utenti o motori di ricerca.

6 Replies

  1. Hai perfettamente ragione, da aspirante ingegnere (3o anno) sono pienamente d’accordo! In questo periodo i webmaster sono estremamente stitici in quanto a link. E la cosa ancor più grave, a mio avviso, è il fatto che la richiesta di uno scambio link la maggior parte delle volte non viene valutata in base alla qualità del sito ma soltanto in base alla “quantità” di pagerank.

    Si spende molto più tempo (e soldi) per ottimizzare fino all’estremo il seo, quando invece la qualità del sito web viene trascurata. E non mi riferisco a ragazzini che cercano di far stare in piedi il loro primo progetto web, ma di siti web affermati con decine di dipendenti.

    Secondo me Google non dovrebbe rendere pubblico il valore del pagerank, ma utilizzarlo solamente ai fini del posizionamento. Tanto si sa…l’utente medio clicca sui primi 3 risultati, se ne infischia del pagerank di un sito.

    Inoltre, ora Google da poca importanza ai link provenienti da siti e directory a pagamento. Motivo? Perchè chi ha un pagerank alto cerca di fare il furbo e di guadagnarci sopra vendendo i link.

    Allora perchè non eliminare il pagerank e dare ai link il loro vero valore, cioè quello di spina dorsale della rete?

  2. Permettetemi di dissentire. Ciò che ho letto, cioè che il pagerank interno è poca cosa rispetto al pagerank che viene da fuori, è un concetto che andrebbe un attimo chiarito. Sono d’accordo sul fatto che il pagerank sia solo uno dei tanti fattori che fanno posizionare una pagina in una serp. Ma accantonando un attimo queste altre variabili, e considerando la nuda e pura equazione del pagerank, non si può negare che il flusso di PR tra le pagine di un sito non è così trascurabile come sembra, poichè è la media del PR ad essere costante, ma non il PR delle singole pagine. Così è chiaro che se voglio concentrare il PR su una data pagina (ottimizzata per una data keyword) la linkerò il più possibile inserendo nel contempo meno link possibili nella pagina. Contemporaneamente, eviterò di linkare troppo altre pagine meno essenziali o, se necessario per esigenze di layout grafico e di navigazione, le linkerò usando l’attributo nofollow (ma lasciando sempre almeno un link “normale”). In questo modo è possibile concentrare fortemente il PR a favore di pagine altamente ottimizzate, senza danneggiare l’indicizzazione nè la navigazion. Ecco 😉

  3. Si Giuseppe, capisco quello che mi dici e concordo in linea di principio con quello che dici ed anch’io, nel mio piccolo, faccio i possibile per non “disperdere” inutilmente PR nel sito – sopratutto nei casi in cui ci sono menu di navigazione che si ripetono uguali a se stessi.

    Totò diceva che la somma fa il totale.

    Quello che ho cercato di mettere in evidenza è la scarsa efficacia del solo PR interno se non si sistemano anche fattori esterni: vedo molti webmaster accanirsi sulla conservazione del PR interno e poi non hanno buoni link esterni attraverso cui conferire autorevolezza e reputazione al sito e questo è un esercizio inutile di autoreferenziamento che non parta molto lontano …

  4. Certo, ovviamente senza dei buoni backlinks si fa poca strada 🙂