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Quando il sito è di Classe C …

Sono molto perplesso …

Molti siti del settore turismo in Italia sono di classe C, nel senso che i loro link appartengono alla stessa classe C.

Sono addirittura peggio di me che sono ing. di classe B, ma questa è altra storia di cui un giorno forse parlerò.

Cosa significa appartenere tutti alla stessa classe C ? Beh molto semplicemente, significa che una parte preponderante di link entranti in un sito arrivano da altri siti che sono appoggiati a dei server avente indirizzo IP molto (ma molto) vicino al sito di destinazione: come dire i siti sono “vicini di casa”.

E se sono vicini di casa è molto (ma molto) probabile che siano gestiti dallo stesso webmaster o per lo meno dalla stessa azienda che offre il servizio di hosting.

Per te che non ci capisci molto di queste cose più tecniche è equivalente a un gruppo di famiglie che vive nello stesso condominio: bene o male ci si conosce tutti e se chiedo un favore ad un vicino (come ad esempio un link) è possibile/probabile che mi faccia il favore così come io sarò ben disposto a fare l’inverso, cioè restituire un link.

Ora la dottrina insegna che i link non devono provenire dalla stessa classe C altrimenti i motori di ricerca li ignorano – ma questo non è vero e adesso te lo dimostro, senza svelare i siti o la query (che comunque è abbastanza competitiva “hotels in …”)

L’analisi mostra:

  • posizione #8
    • link entranti 560 di cui 265 appartenenti alla stessa classe C
  • posizione #23
    • link entranti 700 da IP diversi

Ma allora come mai si trova alla posizione #8 quello con meno link ? Sono forse di qualità superiore ?

La risposta è no.

sono solo confezionati ad arte, portano tutti nell’anchor text hotels in … mentre quello alla posizione #23 ne ha molti di meno, quindi a parità di numeri, vince chi ha un numero maggiore di link entranti con determinato testo linkato.

Ma come non si era detto che link provenienti dalla stessa classe C non sono buoni ?

Il ragioniere che lavora dal mio commercialista, quando consegna le deleghe di pagamento risponde alle facce inorridite dei contribuenti con una frase che fa proprio al caso nostro:

Facci Lei

7 Replies

  1. l’inizio del tuo post contiene la risposta 🙂

    se la maggior parte dei siti appartengono alla stessa classe C, google ne deve tenere conto, non penalizzando/svalutando link provenienti dalla classe C in questione.

  2. Non capisco appieno la tua risposta Stefano. Non possiamo dire che il 50% dei link entranti così fatti possano essere “spontanei” e quindi degni di considerazione alla pari di link provenienti da Directory di qualità – almeno a come la vedo io e per quello che ho sempre saputo in termini di linking e strategie di linking – mi sa tanto di mini nets questo discorso, sistemi che i motori di ricerica possono vedere come il fumo agli occhi … almeno a parole, poi nei fatti vedo che funziona ancora molto bene.

    E adesso che mi hai catalizzato la dico tutta: E’ scorretto fare queste cose così come è una mancanza di rispetto non penalizzarle per tutti quelli che si danno da fare per trovare link ed allacciare rapporti di networking che sono fondamentali oggi (e lo saranno sempre di più nel futuro).

  3. scusa il commento un po’ criptico 🙂
    mi spiego meglio: un server su Aruba può ospitare come ridere 10.000 siti web, ma raramente c’è relazione tra i webmaster di questi 10.000 siti. se quindi spontaneamente uno di questi linka il sito di un altro webmaster sullo stesso server, google farebbe un colossale errore a considerarlo un link non valido in quanto proveniente dallo stesso ip (neanche dalla stessa classe, proprio ip!).
    quindi, google ha interesse a trovare tutta un’altra serie di elementi che possano fargli capire meglio la relazione tra i due siti rispetto all’ip (che con l’avvento e la diffusione dei virtual host hanno perso molto del loro significato). il primo di questi elementi che mi viene in mente sono i dati che si estraggono dal whois. quelli dicono molto di più.

    ovviamente, è tutta una questione di proporzioni. un sito che riceve 10000 links ma tutti dallo stesso ip è statisticamente improbabile, e quindi facilmente penalizzabile. ma mi sembra un caso abbastanza limite.

  4. Si adesso capisco il tuo ragionamento e la logica che gli sta dietro ma non mi trova in accordo lo stesso.

    Intanto perché sappiamo tutti che l’avere 10.000 siti su un IP è come dire che uno abita in una barraccopoli oppure se è in villa (IP dedicato).

    Per me è comunque una attività anomala l’aver “tanti” link da un IP.

    Vediamo cosa ne pensano gli altri a tal proposito – se qualcuno vuol intervenire …

    AGGIORNAMENTO:
    Avevo fretta di chiudere per andare che mi aspettavano a casa per mangiare.
    Volevo aggiungere che il mio ragionamento non era completo, in quanto la mia critica all’approccio verso i link che provengono tutti dalla stessa classe C è dovuto al fatto che sono tutti UGUALI TRA DI LORO, anche i nomi delle pagine sono uguali.
    Ora se io che sono un SEO casereccio riesco a capire queste cose con quei (pochi e piccoli) strumenti che ho a disposizione, allora un motore di ricerca può (e come se può capire) se c’è l’intento di fare spamdexing e quindi scontare quei link che invece danno forza al posizionamento in maniera artificiosa.
    Ringrazio Stefano per avermi stuzzicato arricchendo così la discussione.

  5. Le tue sono indicazioni molto prezione per il mio “kit di argomentazioni”, da utilizzare nei casi in cui cliente (o potenziale cliente) non vuole capire (o meglio non è disposto a investire) per una seria attività di link building & optimiztion.
    Una nota: lo spam protection chiede solo somme vero? perché con le sottrazioni con riporto e divisioni a due cifre ho qualche problema.

  6. sto lavorando ad uno spam protection basato sulla risoluzione di equazioni differenziali a derivate parziali per rendere tutto più semplice 🙂

    Per quanto riguarda le argomentazioni siamo alla quadratura del cerchio: Molti vogliono il miglior posizionamento nei motori di ricerca ma senza sapere come ci si arriva e non disposti ad investire il giusto per farlo – hai detto bene bisogna farsi un kit di argomentazioni …