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Web Marketing & Search Engine Consultant

L’informazione torna al 1915 … con il Web 2.0

L‘ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso e che (con ogni probabilità) ha determinato la fine di un rapporto di lavoro con un ottimo Cliente è stata la mia presa di posizione circa attività di reporting sul posizionamento del loro sito nei motori di ricerca: mi sono rifiutato di fornirlo perché (ho detto che) è del tutto inutile …

Una volta avevamo a disposizione un set unico di risultati nelle SERP (Search Engine Results Pages), diversificate solo per motivi tecnici di data center. Oggi la personalizzazione dei risultati è in discussione e (forse) sta minando la democrazia della rete, alterando la libera circolazione delle informazioni nel web con le Social Bubbles.

Cosa Sono le Social Bubbles?

Bisogna guardare questa presentazione di Eli Pariser che tratta l’argomento al TED.

Ho preso qualche screenshot dell’intervento – quelle che mi sono sembrate più significative come questa:

A squirrel dying in front of your house may be more relevant to your interests right now than people dying in Africa - Mark Zuckerberg, Facebook

La morte di uno scoiattolo davanti casa tua potrebbe avere una rilevanza maggiore in questo momento che non la morte di persone in Africa.

Una dichiarazione a dir poco forte, forse una provocazione per enfatizzare la volontà di offrire agli utenti quello che più desiderano sapere.

Siamo informati prevalentemente sulle cose che clicchiamo e leggiamo di più… ma è giusto proporre solo le cose che ci piacciono?

Qualcuno più addentro agli aspetti tecnici del web e motori di ricerca potrebbe dire “ma no questa è una esagerazione – basta non fare il login su Google e vedo un insieme di risultati “standard” ma non è così:

ci sono 57 segnali diversi che google tiene in considerazione anche quando non si è loggati che personalizzano i risultati delle SERP

Ci sono 57 cosiddetti “segnali” utilizzati da Google per personalizzare i risultati di una ricerca anche quando l’utente non ha effettuato il login…

I Segnali di Google per la Personalizzazione della ricerca - il computer, il browser, la geolocalizzazione

I principali fattori che determinano la personalizzazione dei risutati offerti da Google (noti a chi ha fatto ricerche comparate) sono:

  • La località
  • Il computer utilizzato
  • Il browser.

Eric Schmidt - sarà molto difficile consumare informazioni che non siano state in qualche modo personalizzate

Sarà molto difficile che qualcuno possa vedere qualcosa o consumare informazioni che non abbiano subito una qualche forma di personalizzazione – Eric Schmidt, Google

La Redazione Algoritmica del Web

Non solo i motori di ricerca e le grandi piattaforme di social media utilizzano la personalizzazione, ma anche i grandi quotidiani online e di conseguenza:

  • Internet ci fa vedere cose o ci racconta fatti che “pensa” siano rilevanti per noi
  • La rete mi comunica cose in base ad una sua scelta (arbitraria) senza che io possa apportare modifiche
  • Sono esposto a notizie ed informazioni che preferisco a discapito di quelle che dovrei vedere

Se prendiamo l’insieme dei filtri attivi che processano le nostre attività in rete si ottiene quello che l’autore chiama Social Bubble:

Esempio di filter bubble

Siamo intrappolati in una bolla informativa che è funzione delle nostre abitudini – ognuno di noi è dentro una bolla frutto di una personalizzazione che tuttavia non abbiamo deciso noi ma che hanno deciso altri.

Noi vediamo quello che passa attraverso il filtro (=entra nella nostra bolla), ma non abbiamo alcuna visibilità su ciò che rimane fuori.

Questo è sotto gli occhi di tutti: basta fare la stessa ricerca da persone diverse in luoghi diversi per capire come la realtà possa venire distorta o (quanto meno) interpretata in maniera diversa.

La frenesia di darci quello che vogliamo distorce il menu informativo – il primo click che si fa su una SERP condiziona le ricerche successive.

la filter bubble: dipende da chi sei e che cosa fai online ...

Siamo chiusi in una bolla d’informazioni.

Estendo il ragionamento: se il web lo naviga una persona colta magari con una laurea la sua bolla sarà l’immagina della sua persona. La bolla di una persona media o mediocre sarà mediocre.

bubble filters - la tua dieta informativa online può essere completamente sbilanciata ...

La rivoluzione digitale ha promesso un flusso libero ed incondizionato di notizie ed informazioni senza censura, senza modulazioni od addomesticamenti di parte.

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Tutto doveva circolare liberamente.

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Oggi ci troviamo degli algoritmi al posto delle redazioni, ma gli algoritmi sono programmati su input di persone e quindi si propone il problema della censura e dell’etica.

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Quindi il processo informativo non può essere incentrato solo sulla rilevanza soggettiva, ma deve affrontare anche altri aspetti come:

  • L’importanza di una notizia nel suo complesso
  • Fornire informazioni scomode: non tutte le notizie ci fanno piacere ma non per questo le possiamo ignorare
  • Diffondere punti di vista e posizione diverse dalle nostre
  • Informare (tutta) l’opinione pubblica delle sfide che ci attendono

Se viene meno questo impegno sociale della condivisione e della solidarietà corriamo il rischio di rimanere intrappolati nelle bolle – tutti online ma in mondi personalizzati diversi.