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Un Caso di Penalizzazione Google Penguin

Google Penguin Algorithm update - © Steve Young - Fotolia.com

Google all'attacco con il Pinguino

Parlare delle Penalizzazione derivate dall’aggiornamento di inizio anno meglio noto com Google Penguin non è affatto facile. Se ne parla tanto tra colleghi dietro porte chiuse, dove vanno via ore ed ore di analisi ed interpretazione dei dati a a disposizione. Qui illustro un caso vero di Penguin e come sono riuscito a sistemare il sito. Ovviamente non cito il sito solo i dati che in parte ho presentato alla recente giornata di formazione GT Study Days in Toscana. Non ho scritto prima della giornata perché speravo di avere ulteriore feedback dalla mole di lavoro svolto in questi mese ebbene qualcosa è arrivato a “chiudere” il capitolo … seguimi, c’è molto da vedere quindi ti avviso che questo post sarà molto lungo ma nel vale la pena leggerlo.

Lo sviluppo illustrato è il frutto di molte ore di lavoro e riflessioni che hanno coinvolto diverse persone che conosco e che oerano nel settore da molti anni con una esperienza internazionale provata – non per questo

Il Caso: Google Penguin, Marzo 2012

Il pinguino maledetto colpisce in un giorno della fine di marzo 2012 – uno dei primi ad essere colpito dall’aggiornamento.

Data primi problemi del sito

Arriva la letterina di avviso che nel giro di qualche settimana arriverà a migliaia di webmaster nel mondo:

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Questo con largo anticipo rispetto alla data di roll out dell’aggiornamento (24/04/2012). Ma in effetti presenta tutte le caratteristiche della penalizzazione di Penguin che si presenteranno nelle settimane che seguiranno ed è per questo che sono (abbastanza) sicuro che si è trattato di Penguin, anche perché non ci sono state attività volontarie (e recenti) di linking esterno aggressivo che in qualche modo potrebbero essere considerate spamming.

Nei giorni nelle settimane nei mesi che si sono susseguiti la ricerca è stata incessante.

La Storia del Sito è Importante!

Questo sito ha avuto diversi episodi spiacevoli in passato, la maggior parte dei quali dovuti a terze parti con link run of site. Quindi potrebbe essere un sito con lo status di “sorvegliato speciale” e su una short list con priorità di check – ho questa sensazione visto quello che è successo.

Si sono susseguite analisi per scovare e rendicontare i “link indesiderati” o comunque link dai quali intendevo dissociarmi: a dirla tutta sono stati anche sconfessati alcuni link non proprio ortodossi.

Sono stato colto di sorpresa quando dopo alcuni giorni dal primo tentativo è riapparsa la stessa identica lettera di Google in cui si diceva che i link erano ancora online

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Google dice di vedere ancora quei (maledetti) link – ma i link “cattivi” li avevo identificati e denunciati.

Eliminando dalla conta questi link e quelli run of site (quasi tutti cancellati) mi rimanevano da controllare circa 7.000 link.

E qui purtroppo non c’è tool o procedura che puoi utilizzare per trovare la soluzione. Ho dovuto esaminarli tutti uno alla volta.

Mentre chi ha “giocato sporco” è nelle condizioni di poter porre rimedio perché sa di aver fatto SPAM, quando arriva un fulmina ciel sereno come questo non sai dove andare a parare per sistemare le cose: la penalizzazione aveva devastato la visibilità del sito e non c’era tempo da perdere. Purtroppo il processo di trial & error si è trascinato per mesi perché, non sapendo in che direzione puntare, si sono fatte diverse ipotesi per venirne a capo ed eliminare la penalizzazione.

E ad ogni richiesta i tempi di risposta di Google si allungavano …

Una Ricerca Stressante Senza Risultati

Non essendo riuscito ad individuare i link incriminati e non avendo alcun aiuto o suggerimento da Google sui link che erano da rimuovere, la situazione diventava molto seria. Non sapevo come andare avanti. Avevo sviluppato diverse giornate di lavoro a cercare questi stra-maledetti link che Google aveva sul suo radar e che io non riuscivo a trovare. Passare in rassegna 7.000 link e capirne la bontà/qualità non è facile quando tutto quello che poi vedi è il frutto di anni di lavoro del passato: tutti link in tema, magari non tutti bellissimi e potenti ma nemmeno da buttare: questo era quello che vedevo.

Avevo fatto l’analisi manuale per ben due volte. Entrambi le analisi mi portavano a fare delle riflessioni e sviluppare dei ragionamenti illustrati nelle richieste di rimozione della penalizzazione, evidenziando link, ma entrambi falliscono.

Il Cliente è desolato ed io sempre più perplesso: in fondo so che non ci sono delle cose macroscopiche e quindi si tratta di trovare il classico ago nel pagliaio – ci riuscirò??

Arriva L’Intuizione

Decido di sviluppare un ragionamento diverso e di più alto livello aiutandomi con MajesticSEO. L’Intuizione arriva approfondendo la recente introduzione di Flow Metrics: Trust Flow e Citation Flow.

  • Trust Flow vuole offrire una misurazione sulla “qualità” (autorevolezza) del linking: si parte da migliaia di siti “peer” scelti manualmente, con buona reputazione per sviluppare il calcolo: siti di qualità tendono a linkarsi tra di loro
  • Citation Flow offre una valutazione dell’influenza (reputazione) di un sito prendendo in considerazione i profili di linking dei siti – un parametro che ha delle similitudini con il famoso PageRank di Google ma che nulla ha a che fare con quest’ultimo.

I Dati MajesticSEO del Sito

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Scaricando il profilo completo dei link è possibile ordinarli per Citation Flow (ha un valore da 0 a 100) e con un foglio di calcolo suddividerli in gruppi omogenei affini per analizzarli in maniera più puntuale: partendo dai link con il più basso valore di Citation Flow è più probabile trovare quelli incriminati.

Così facendo avevo un punto di vista d’insieme dei gruppi di siti, molto più piccoli da verificare.

Così facendo ho trovato 2 siti con 8 link che ho capito subito erano “sospetti”. La cosa grave è che i due siti erano del Cliente. Mi hanno spiegato che quei siti erano stati fatti molti anni prima e che nessuno ci aveva più messo le mani. Io non ero a conoscenza di questi siti e li avevo visti – peccato che i link disgraziati non li avevo visti prima perché erano nascosti.

Erano link chiaramente messi lì con l’intenzione di spingere il sito principale – una specie di linking ad anello che andava su altre pagine e che aveva funzionato molto bene prima dell’aggiornamento di Google Florida (aggiornamento del novembre 2003).

Rimossi questi 8 link e fatta la richiesta di depenalizzazione Google risponde:

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Una risposta degna di sibilla.

Ripristino della Visibilità?

Si. In parte. Il sito ha recuperato solo parzialmente la sua visibilità in Google. Molti posizionamenti importanti con keywords che generavano traffico sono sparite. Non posso scendere i dettagli specifici ma posso dire che:

  • Alla luce di quanto è successo dopo l’ultimo messaggio di Google è verosimile ipotizzare che la penalizzazione è stata tolta
  • Le modifiche sostanziali di posizionamento rispetto a quelle pre-penalizzazione non possono attribuirsi ad altra tipologia di penalizzazione: non ritengo in essere altre penalizzazioni
  • Il messaggio di Google dice che abbiamo azzeccato i link – erano quelli i link da rimuovere. Tuttavia il fatto che il tuo posizionamento non è quello di prima NON va attribuito a penalizzazioni bensì al nuovo modo di valutare i siti
  • Nonostante la rimozione della penalizzazione le conseguenze di questo aggiornamento sono state importanti e resteranno se non si prendono provvedimenti per modificare il profilo di linking esterno
  • Google aveva ragione quando insisteva nel voler rimossi quei link che erano effettivamente gestiti dal Cliente

Ricapitolando …

Una storia diversa da tante altre, forse per la sua storia sfortunata – non lo sappiamo. È certo che il livello di analisi di cui sono capaci i motori di ricerca è in costante incremento e quello che era tollerato ieri non è detto che lo sarà domani. Va tenuto in considerazione quando si sviluppano strategie della visibilità: chi non ha memoria non ha futuro.

Per adesso basta – Cosa ne pensi? Mi interessa sapere il tuo punto di vista e la tua esperienza anche in un Guest Post. L

La parola a te!

2 Replies

  1. Penso che stia diventando un ginepraio.

    Mi vengono in mente coloro che a questo punto se vogliono ti penalizzano mettendo links in giro del sito concorrente

    1. Ehi sapessi quante volte è successo – adesso meno ma è un pericolo in effetti ed è per questo che bisogna monitorare che cosa succede al proprio sito in termini di linking esterno – in effetti vale anche molto quello che tu fai come linking, cioè se metti link a siti dalla dubbia reputazione …