Consulente Web Marketing e Consulenza Motori di Ricerca

Web Marketing & Search Engine Consultant

Il Ruolo del Web in un mondo con Crescita Economica ZERO

438px-Robert_F._Kennedy_1964.jpg
Autore: LBJ Library photo by Yoichi R. Okamoto
Fonte: http://photolab.lbjlib.utexas.edu/detail.asp?id=18021

Quando ho letto questo articolo apparso nel mio feed ha cambiato il corso della mia giornata: Parla di evoluzione economica – ma forse era più appropriato parlare di rivoluzione culturale.

La crisi economica ha introdotto una discontinuità con il passato e mette in discussione questo sistema sociale ed economico, che da più parti è visto come fallimentare.

È chiaro a tutti che i sistemi non possono crescere all’infinito e che per sopravvivere hanno bisogno di una crescita che deve trasformarsi in evoluzione – come la cellula che si rigenera giorno per giorno, si nutre ed espelle le scorie: in un sistema economico la crescita non può essere un processo indefinito ma un continuo divenire che mette in discussione l’oggi per un domani migliore, facendo delle rinunce in nome della stabilità, equilibrio e benessere della collettività.

L’esatto opposto di quello che facciamo oggi.

L’articolo porta l’esempio del produttore di birra che produce ricchezza attraverso l’ottimizzazione del processo produttivo interno, producendo sempre la stessa quantità di birra, ma al tempo stesso lavorando sul ciclo produttivo per renderlo più efficiente, più intelligente, e quindi un processo produttivo con prodotti ad elevato valore aggiunto.

Ed è proprio questo che la nostra società (o forse l’indole umano) non vuole accettare: mi ricorda un signore del paese di mio padre, uno di quelli andato in pensione a poco più di 50 anni – impiegato dell’ENEL. Diceva a mio padre che amava ruspare per la terra intorno a casa: “Santì tu fatichi troppo – quando ti viene voglia de lavorà assettate – vedrai che te passa”

A questo ci ha abituati la nostra società – non mettere in discussione lo status quo, pretendere che rimanga tutto così per sempre ed a qualunque costo, basta che non intacca i nostri interessi.

L’articolo pone al centro dell’analisi l’importanza della rete e del web come catalizzatore della messa a nudo dei difetti del nostro modo di vivere.

Il web espelle dal processo produttivo attività che non portano del valore aggiunto

I concessionari d’auto non hanno ragione di esistere, le camere d’albergo sono diventate delle commodity, così come lo sono da tempo i computer, e la fibra ottica. Lì dove c’è qualcuno che interviene senza l’apporto di un miglioramento del prodotto non trova più spazio e viene espulso.

Le conseguenze ?

Si perdono posti di lavoro nella parte meno nobile dei processi produttivi ma si aprono prospettive interessanti nella parte alta ed intelligente dei processi produttivi: insomma non basta chiedere “cosa devo fare” per svolgere correttamente il proprio lavoro dalle 9 alle 5 e poi staccare fino al mattino dopo alla Fred Flintstone o peggio alla Homer Simpson.

Fin qui abbiamo fatto tutto alla rovescia

La scuola si è progressivamente lasciata andare per una volontà di tutti i governi degli ultimi 30 anni. C’è bisogno di ragazzi svegli e piegati allo studio, ma appena un insegnate si permette di caricare un po i ragazzi (=dare qualche compito in più per casa oppure mettere voti negativi) si solleva la protesta di genitori, nonni e trisavoli indignati per la quantità di studio richiesto da questi poveri ragazzi … poi quando si trova un lavoro la prima cosa che si chiede è quant’è lo stipendio e quanti i giorni di ferie – con le dovute eccezioni è così.

I sindacati hanno promesso diritti eterni ai lavoratori che continuano ed essere espulsi dal mondo del lavoro ad una età tale da farli ritenere poco più che ragazzi oggi come oggi – a spese della collettività.

Il futuro porta novità ed opportunità per chi crea valore aggiunto nello svolgimento del sua attività

Non c’è più spazio per gli altri che dovranno darsi da fare …

In questo contesto dirompente la Piccola e Media Impresa sarà il DNA della cellula così ben descritto in questo articolo.

L’Economia a crescita zero per uno sviluppo sostenibile è possibile.

A questo punto ti chiederai perché ho messo la foto di Bob Kennedy all’inizio del post vero ? Perché Kennedy è stato il primo a mettere in dubbio il modello economico basato sulla crescita (link via Beppe Grillo) – troppo avanti per il ’68, personaggio scomodo che prontamente è stato tolto di mezzo … ora i tempi dovrebbero essere maturi, anche perché non abbiamo più tempo: bisogna darsi da fare – parola di terremotato aquilano.

2 Replies

  1. barone rampante

    ho letto con grande interesse questo post, che mi sembra ricco di spunti e di considerazioni importanti. Si ricollega, in parte, alla teoria della decrescita di Latouche, che da carbonara si è diffusa sempre più ed oggi consiste n una vera e propria corrente. Non so se sono d’accordo con Latouche in toto, tuttavia alcune sue riflessioni mi sembrano capitali: se continuiamo a parlare di sviluppo e di evoluzione, possiamo davvero mettere in discussione la crescita? E a chi tocca valutare la supposta “qualità” della vita? L’attacco al PIL, iniziato sin da Kennedy, è oggi cosa quasi assodata, ma al suo posto sono subentrati fior di matematici e statistici che svolgono equazioni per valutare la “qualità” e non la “quantità”. L’assillo della misurazione sembra ancora costringerci in questa gabbia ed il problema si fa eminentemente filosofico… io non credo che il web, nel quale confido per molte cose, possa risolvere questi nodi: almeno finché non saremo in grado di risolverli dentro di noi. Alla fine degli anni 80 parlai con murray bookchin, che sognava un web capace di regalarci la democrazia diretta e l’utopia libertaria. Da allora molte cose sono cambiate: in bene nel web, in male, a mio parere, nella società. Forse, quando il web sarà meno autoreferenziale, si vivrà una fase successiva. Grazie del bellissimo post.

  2. Veramente ti sono grato io per il tuo intervento così articolato e ben centrato sull’argomento. Il web è senz’altro in una fase di maturazione ed ha portato una accelerazione di processi e fatto saltare dei tappi su alcune lobby ed ha portato un qualche elemento di democrazia in più – lo farebbe con maggior efficacia se avessimo persone preparate ad utilizzarlo … e qui una ulteriore riflessione: da una parte l’economia vorrebbe persone preparate e dedite al lavoro, persone sveglie che sanno quel che fanno – dall’altra c’è la politica (con la p minuscola di proposito) che invece vuole dei sudditi “budelloni” che si bevono tutto quel che viene da “tubo catodico” – due esigenze inconciliabili … grazie ancora e spero di vederti ancora tra le colonne del mio blog 🙂