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I Falsi Miti ed il Paese di Bengodi

Articolo Italia Oggi del 19.12.2017

Ci sono due cose che, con la maturità, non sopporto più tanto:

  1. L’ignoranza presuntuosa
  2. I luoghi comuni

Queste mie considerazioni riguardano proprio il secondo punto, in particolare il luogo comune che all’Estero tutto è bello, tutto funziona meglio dell’Italia e che dovremmo emigrare tutti all’Estero per trovare benessere, ricchezza e giustizia sociale.

Ultimo esempio è l’aricolo di Italia Oggi del 19.12.2017

Se non lo hai letto, puoi cliccare sull’articolo per leggerlo tutto, ne ho fatto una screenshot. Canta le lodi della Silicon Valley e delle opportunità che aspettano chi vuol trasferirsi negli Stati Uniti:

  • stipendi alle stelle
  • lavoro in abbondanza
  • l’economia che gira
  • opportunità ad ogni angolo di strada

Scrivo queste righe “a testa in giù”, mi trovo in Australia per qualche settimana. Sono stato qui diverse volte negli ultimi 30 anni e vivo il soggiorno non come turista ma come residente: conosco i pro ed i contro di questo paese, raccontati da chi ci vive e ci lavora, da chi ci è nato e da chi ci è venuto come emigrante. Conosco anche l’America dove sono nato e con cui ho continui rapporti di lavoro come digital marketer.

Quando vai all’Estero devi sapere che:

  • Si guadagna di più ma il costo della vita è altrettanto elevato: L’Australia vanta tra gli stipendi più alti al mondo, ma al contempo un cappuccino ed una pasta in una caffettiera qualunque costa tipicamente $AUD 14,00 tanto per fare l’ultimo degli esempi che mi è capitato proprio ieri sera. Per non parlare del costo di una casa… roba da pazzi.
  • Ci sono molte opportunità, gli stipendi sono nettamente più alti ma la quantità di lavoro ed il livello di preparazione richiesto è commensurabile con lo stipendio – nessuno ti regala nulla. Io collaboro con realtà Estere, ne conosco le dinamiche e sono sistemi spietati, dove regna sovrano il dio denaro, dove tutto si fa in funzione di un ritorno economico a dispetto e discapito di chiunque.

Che cosa vuoi dalla vita?

Bisogna farsi questa domanda prima di parlare d’altro. È una questione di arrivare ad ogni costo oppure ci sono altri valori da tenere in considerazione e mettere nell’equazione complicatissima della nostra vita?

Lavoriamo per migliorare noi stessi, il nostro sistema ed il nostro Paese

L’erba del vicino sembra essere sempre più verde e la tentazione di scavalcare per andare dall’altra parte è più forte in Italia che altrove.

Cominciamo a fare qualcosa per portare in Italia le cose buone che all’Estero funzionano come ad esempio:

  • il rispetto per le regole;
  • l’eliminazione della burocrazia che ci asfissia;
  • lo smantellamento delle posizioni di rendita e dei privilegi delle vecchie generazioni a discapito dei più giovani;
  • la valorizzazione delle risorse umane premiando chi ha competenze ed esperienza da condividere;
  • la creazione di un mercato del lavoro più dinamico;
  • la semplificazione le regole per favorire processi produttivi;
  • la difesa dei professionisti e delle PMI (che sono l’asse portante della nostra economia) con leggi sui pagamenti;
  • la difesa del nostro sistema sanitario nazionale.

In Italia molte cose non funzionano

Vedo lo scempio fatto dalle PPAA della mia regione (l’Abruzzo) che non riescono a vedere oltre il proprio naso e la convenienza politica del momento, che buttano milioni di euro delle nostre tasse in iniziative senza senso o valore economico per il territorio.  Dove il digitale è ancora un oggetto misterioso, ma una grande opportunità di spartizione ed elargizioni.

Vedo  Università autoreferenziali e chiuse, che si autoproclamano “eccellenze” ad ogni occasione e manifestazione pubblica che mi è capitata di presidiare in qualità di Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila. Una Università che ha laboratori di informatica dove mancano le licenze del software per operare con gli studenti, ma i docenti hanno paura di “ribellarsi” a questa situazione e stanno zitti e si arrangiano. Si arriva all’assurdo di dover insegnare un corso di Informatica di Base senza computer (Capitato personalmente a me), dove l’insegnamento è una scusa per mantenere le cattedre ai professori, a dispetto delle necessità dei ragazzi, delle loro esigenze e delle loro aspettative. 

Queste sono verità sacrosante, ma io non butto via l’acqua sporca con il bambino dopo avergli fatto il bagno. Penso che in Italia ci sono molte opportunità che andrebbero sviluppate a cominciare dal turismo dei borghi e delle periferie che è una enorme opportunità per tutti.

Quando qualcuno si muove le cose si fanno

Senza Voler entrare nel merito politico del Governo Renzi, Open Fiber è una realtà concepita da quell’esecutivo che sta rivoluzionando la connettività in Italia. Sono iniziative politiche come questa che vanno valorizzate, che siano di ispirazione per altre iniziative di cui abbiamo bisogno per esprimere a pieno il potenziale del nostro paese.

Ultima cosa a proposito del paese di Bengodi: non è vero che uno sviluppatore negli Stati Uniti guadagna 10 volte quello che guadagnerebbe in Italia, basta farsi un giro su Quora per ulteriori approfondimenti.

 Buone feste a tutti.