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Linkedin, la politica e la campagna elettorale

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In questi giorni pre-elettorali in cui non si altro che parlare del popolo degli indecisi leggo questo articolo basato sull’intervista del CEO di LInkedin Jeff Weiner che sta portando questo Social network a nuovi livelli di popolarità e di redditività.

Il suo segreto? Le risorse umane ovvero la gente che ci lavora.

In questi giorni di utili (netti) cresciuti del 60%, ha regalato un iPad 32 GByte mini ai 1.500 impiegati dell’azienda che si rinnova in continuazione con novità che piacciono e che permeano le pagine dei siti web.

Parla della libera circolazione di idee ed informazioni all’interno dell’azienda – niente feudi di potere, la parola d’ordine è trasparenza. La volontà di nascondere scatena reazioni di ricerca della “verità” che, una volta trovata viene condivisa creando la fuga di notizie: linkedin in fatti è azienda che soffre molto poco del fenomeno.

Trasparenza e verità – i grandi assenti della campagna elettorale che, non so voi, mi ha avvilito: per la prima volta da quando voto ho sentiti pochi talk show e quando li vedo mi viene la rabbia a sentir parlare di stupidaggini evitando accuratamente di offrire soluzioni a problemi seri.

Tutti parlano di lavoro ed occupazione – non ho sentito UNO CHE SIA UNO in TV che avesse affrontato il problema dei pagamenti delle aziende: una legge a tutela di chi lavora e deve essere pagato. Qui ragazzi per farsi pagare bisogna andare in giro con il coltello tra i denti, però tasse IVA e contributi vanno pagati con soldi sull’unghia, altrimenti sono guai seri per gli inadempienti.

Questi non sono temi seri? Eppure la politica tace.

Un piano strategico di innovazione delle nostre strutture di TLC con una vera banda larga – qualche miliardo di investimento … neanche per sogno, si parla di IMU.

Io sono uno di quegl’indecisi – il popolo dell’impresa che non sa a chi rivolgersi, ce si sente sfruttato, a cui non da ascolto nessuno perché si corre appresso alla massa e qui è meglio che mi fermo prima di scrivere qualcosa di cui mi possa poi pentire – lo penso solo.

Il voto lo darò a qualcuno – ho escluso fenomeni da circo, cabarettisti, strilloni e pseduo-intellettuali, non c’è rimasto molto tra cui scegliere…